mi è tornato in mente mio padre... d'estate eravamo sempre li', per venti giorni, di fila... quando c'erano le onde (le ho sempre amate), mio padre amava ripetere la stessa frase... il mago Frestone è all'opera, occhio alle trappole, agli scherzi, e ai finti riflessi...
il mago Frestone... forse ero troppo piccolo, ma non chiesi mai direttamente chi fosse... davo per scontato fosse uno dei tanti maghi delle tante fiabe che mi venivano raccontate (i sassolini bianchi ecc...)... così, dovettero passare alcuni anni prima di imbattermi nella lettura del Chisciotte con il fidato Sancio Panza, e con la figura di questo strano Mago che abitava la lucida folle mente dell'Hidalgo...
lo riscoprii nuovamente ascoltando la radio alcuni anni fa... radio tre, una trentina di puntate dedicate alla storia del Chisciotte, con interviste, commenti, letture, e l'interpretazione di un vero cantastorie siciliano, credo Cuticchia, con il suo iniziale "venite gente, venite, questa è la storia..."
la cosa che mi colpì in particolare fu sempre quel brillante e intrigante gioco di specchi che ne fece Cervantes, anche del buon Frestone... era colui che obnubilava non tanto il Chisciotte ma il buon Sancio... era Frestone che confondeva il fido scudiero facendogli scorgere Mulini e non Giganti, Stamberghe e non Castelli... e poi c'era la famosa frase: "tale era l'inimicizia che mi tiene..."... ecco, il Mago era colui che permetteva di mantenere sempre separate realtà e fantasia, e, all'occorrenza, invertire l'una con l'altra....
e il tempo in cui mi era permesso farlo (quell'inversione) rimane un tempo dolcissimo....

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