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martedì 8 gennaio 2013

Berlino


ho letto di una ricerca che parlava di città, di "poli di attrazione"... negli ultimi anni, il centro di gravità culturale, della moda, economico, si è spostato da new york, a londra, a berlino... tutti coloro che vogliono essere nel flusso, sul pezzo, smart, devono trasferirsi li', a Berlino...

ci sono stato qualche anno fa (cavolo, quasi 10 ormai), a trovare un'amica che lì si è sposata (previdente)....

così avevo potuto vedere un po' la città da "dentro"...

la prima cosa che mi aveva colpito, dopo avere preso coscienza della vastità' della città unita, sono stati i "buchi"... ce n'erano dappertutto, parte est e parte ovest... erano i vuoti provocati dalle bombe 50 anni fa...
casa, casa, casa, buco... casa, buco, casa... casa, buco, buco, casa....una roba cosi'... ma la cosa
sorprendente era che, su questi muri ciechi, vi erano impressi e dipinti degli stupendi murales, alcuni di un realismo fantastico... disegni di fontane, di acqua corrente, di finestre, di radure nel bosco ecc...



la seconda che mi colpì, allora, era il fatto che Berlino pareva essere un cantiere continuo... si ricostruiva e costruiva dappertutto, dalle cose piu' clamorose come  Posthammer platz, quella disegnata da Renzo Piano, alle case nuove ad est... e poi strade larghe con alberi dappertutto, e sempre una pista ciclabile e una per i pedoni... guai a chi occupa la pista delle bici, volano subito insulti o scampanellii...

la terza cosa, da me inaspettata, per quel momento, per l'immaginario che mi ero creato, fu la scomparsa del
muro... niente lapidi, nè fondamenta, non ruderi... l'hanno proprio cancellato... e' rimasto solo un pezzo in periferia, per altro molto suggestivo in quanto ricco di murales (va molto), anche di autori famosi... forse e'  il segno di una citta' che vuol guardare in modo deciso avanti, senza recriminazioni, senza tentennamenti... (anche i cinesi non conservano mai nulla, si ricostruisce sempre sopra).... 
mi raccontava Antonella che Berlino, insieme a Parigi, erano le due uniche città in Europa (ma che città evidentemente), che hanno avuto due sindaci dichiaratamente omosessuali... non so perche' ma sembra che questo, istintivamente, evochi un che di libertà, di libertà dei diritti personali, della persona stessa, intendo...

molto deludente, invece, era stata Alexander Platz, quella cantata da  poeti e cantanti, quella visionaria
rappresentata in "il cielo sopra Berlino" di Wenders (uno dei Film della mia giovinezza)... era molto trasandata, frequentata da sbandati, sperduti, drogati, barboni, molto sporca...
era questa l'altra faccia di Berlino, di chi non e'riuscito ad adattarsi, di chi rimpiange il muro...

e poi c'erano i musei, e prima ancora c'erano le Stazioni... una cosa fantastica di Berlino e' il sistema ferroviario, e per un appassionato di treni e' il massimo... due delle piu' belle stazioni ottocentesche della citta' sono state trasformate in museo, uno dei quali dedicato all'arte moderna... un contrasto di ambiente e forme che avrei ammirato beato per giorni...
in queste righe ho dovuto usare tempi passati, e forse era meglio usare, in modo costate, il passato remoto, anche se alla fine, come ho detto, sono trascorsi 10 anni.... ma molte cose sono cambiate, e Berlino ancora di più... la Germania è al centro delle tempesta economico/finanziaria che ci attanaglia, ma un centro simile all'occhio del ciclone, dove tutto è calmo e tranquillo, e il perno delle ondate  violente che si abbattono sul lavoro, sulle famiglie, e alla fine, anche sui diritti…

però una cosa fuori dal tempo, sempre attuale o forse mai elaborata, l’ho vissuta anche in quei giorni…. Dei libri letti, ho sempre trovato fondamentali quelli di Primo Levi (Se questo è un uomo lo leggo una volta all’anno), ma molto istruttiva ritengo sia anche la biografia di Albert Speer, architetto e generale di Hitler, nella sua storia raccontata, tra gli altri, a (e da) Gitta Sereny (In lotta con la verità, uno spaccato di quei terribili 20 anni)…
Ebbene, a pochi km da Berlino, nella cittadina di Oranienburg, era sorto il primo campo di concentramento della Germania nazista... cosi', in una giornata di pioggia, da solo, ho preso il primo treno e ci sono andato... non ero proprio tranquillissimo a dire il vero... mi avevano hanno detto che spesso accadevano degli scontri, anche negli ultimi tempi…. la zona era frequentata da naziskin... tempo fa, c'era perfino scappato un morto, una persona di colore, guarda caso... beh, la prima cosa che notai fu una sorta di tristezza diffusa.. o, non so...indifferenza... o ancora tutte e due... era chiarissimo che chi vi abitava non pensava volentieri a cio' che era accaduto e vedeva di malocchio i turisti (era anche comprensibile, credo)...e poi, in effetti, ad Oranienburg non ci andavi per caso, o per altre cose… ci si andava, ci si va per il campo e basta... cosi' anche le informazioni sulle strade rimangono masticate in bocca, incomprensibili anche in inglese...

una volta, il primissimo campo era del tutto racchiuso nel centro della citta'... della serie, non era possibile non sapere... e quello grande, il successivo, credo del 1934, appena ai bordi...anche li' villette con giardini perfetti lo fiancheggiano...

bene, in questo campo hanno sperimentato e studiato, da veri scienziati, il sistema piu' efficiente, sicuro, efficace, per eliminare degli uomini... le disposizioni delle torrette, il sistema dei kapo, i ritmi della giornata, i riti umilianti, il primo arbeit macht frei, tutto e' stato studiato li', a tavolino, in quel grande campo d'erba a forma di triangolo, dove sono morti piu' di 200.000 "indesiderati" o ribelli...


non ho dormito bene alla sera, c'erano pochissime persone in quella giornata grigia, e il silenzio era gremito di ricordi e di foto esposte in quelle baracche, era intasato di tutto quello che avevo letto, e che li' e' nato...senza ancora alcuna risposta soddisfacente...eppure in quelle emozioni, come nel leggere se questo è un uomo di levi, trovo, ancora, la mano che scende nelle pancia, stringe le viscere, le “morde”, e dice “così stai attento, così riesci ancora ad indignarti, a cercare, e se serve, a resistere…”

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