In un tempo in cui avevo giornate libere e piane, ascoltavo mia madre raccontarmi storie, o infilavo un disco con le fiabe sonore, e ne leggevo i libretti.
In uno dei giorni in cui avevo poco tempo, tra mille impegni e pensieri, ho letto cosa ne pensava Jung, di quei sassolini bianchi che Hansel (con Gretel) semina sul suo percorso.
Si parlava, secondo tale interpretazione (http://spazioliberoeprotetto. com/rassegna-stampa/favole-2/ hansel-e-gretel), di tracce, di sentieri, che conducono dall’inconscio e dai suoi meandri, al conscio.
Quei sassi, e le briciole di pane che seguirono, rappresentano (pare) le sicurezze e l’affetto, il cibo dell’anima.
Ho altre favole che forse preferisco, ma per il mio inconscio, evidentemente, quei sassi sono rimasti importanti. Forse anche perché mi piaceva guardarli nelle acque del fiume e sentirli, levigati, nelle mie mani.
In giornate in cui ho troppo tempo libero ma ancora mille pensieri, inizio a scrivere questo blog, a futura memoria, mia. Con il proposito, non così ardito, di ripercorrere, al contrario, quelle strade fatte, e chinarmi a raccogliere quelle tracce.
Se avrò poi fortuna, magari capiterà di fare degli incontri, con altri che hanno, come me, le tasche piene di sassi, bianchi.
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