ho letto di una
ricerca che parlava di città, di "poli di attrazione"... negli ultimi
anni, il centro di gravità culturale, della moda, economico, si è spostato da
new york, a londra, a berlino... tutti coloro che vogliono essere nel flusso, sul
pezzo, smart, devono trasferirsi li', a Berlino...
ci sono stato qualche anno fa (cavolo, quasi 10
ormai), a trovare un'amica che lì si è sposata (previdente)....
così avevo potuto vedere un po' la città da "dentro"...
la prima cosa che mi aveva colpito, dopo avere
preso coscienza della vastità' della città unita, sono stati i
"buchi"... ce n'erano dappertutto, parte est e parte ovest...
erano i vuoti provocati dalle bombe 50 anni fa...
casa, casa, casa, buco... casa, buco, casa...
casa, buco, buco, casa....una roba cosi'... ma la cosa
sorprendente era che, su questi muri ciechi, vi
erano impressi e dipinti degli stupendi murales, alcuni di un
realismo fantastico... disegni di fontane, di acqua corrente, di
finestre, di radure nel bosco ecc...

la seconda che mi colpì, allora, era il fatto
che Berlino pareva
essere un cantiere continuo... si ricostruiva e costruiva
dappertutto, dalle cose piu' clamorose come
Posthammer platz, quella disegnata da Renzo Piano, alle case nuove ad est... e poi strade larghe con alberi
dappertutto, e sempre una pista ciclabile e una per i pedoni... guai a chi occupa la pista delle bici, volano subito
insulti o scampanellii...
la terza cosa, da me inaspettata, per quel
momento, per l'immaginario che mi ero creato, fu la scomparsa del
muro... niente lapidi, nè fondamenta, non
ruderi... l'hanno proprio cancellato... e' rimasto solo un pezzo in periferia, per altro molto
suggestivo in quanto ricco di murales (va molto), anche di autori famosi... forse e' il segno di una citta'
che vuol guardare in modo deciso avanti, senza recriminazioni, senza tentennamenti... (anche i cinesi non
conservano mai nulla, si ricostruisce sempre sopra)....
mi raccontava Antonella che Berlino, insieme a
Parigi, erano le due uniche città in Europa (ma che città evidentemente), che hanno avuto due
sindaci dichiaratamente omosessuali... non so perche' ma sembra che questo, istintivamente, evochi un che
di libertà, di libertà dei diritti personali, della persona stessa, intendo...
molto deludente, invece, era stata Alexander
Platz, quella cantata da poeti e cantanti, quella visionaria
rappresentata in "il cielo
sopra Berlino" di Wenders (uno dei Film della mia giovinezza)...
era molto trasandata, frequentata da sbandati, sperduti, drogati, barboni,
molto sporca...
era questa l'altra faccia di Berlino, di
chi non e'riuscito ad adattarsi, di chi rimpiange il muro...
e poi c'erano i musei, e prima ancora c'erano
le Stazioni... una cosa fantastica di Berlino e' il sistema
ferroviario, e per un appassionato di treni e' il massimo... due delle
piu' belle stazioni ottocentesche della citta' sono state trasformate
in museo, uno dei quali dedicato all'arte moderna... un contrasto
di ambiente e forme che avrei ammirato beato per giorni...
in queste righe ho dovuto
usare tempi passati, e forse era meglio usare, in modo costate, il passato
remoto, anche se alla fine, come ho detto, sono trascorsi 10 anni.... ma molte
cose sono cambiate, e Berlino ancora di più... la Germania è al centro delle
tempesta economico/finanziaria che ci attanaglia, ma un centro simile
all'occhio del ciclone, dove tutto è calmo e tranquillo, e il perno delle
ondate violente che si abbattono sul lavoro, sulle famiglie, e alla fine,
anche sui diritti…
però una cosa
fuori dal tempo, sempre attuale o forse mai elaborata, l’ho vissuta anche in
quei giorni…. Dei libri letti, ho sempre trovato fondamentali quelli di Primo
Levi (Se questo è un uomo lo leggo una volta all’anno), ma molto istruttiva ritengo
sia anche la biografia di Albert Speer, architetto e generale di Hitler, nella
sua storia raccontata, tra gli altri, a (e da) Gitta Sereny (In lotta con la verità,
uno spaccato di quei terribili 20 anni)…
Ebbene, a
pochi km da Berlino, nella cittadina di Oranienburg, era sorto il primo
campo di concentramento della Germania nazista... cosi', in una giornata di
pioggia, da solo, ho preso il primo treno e ci sono andato... non ero proprio
tranquillissimo a dire il vero... mi avevano hanno detto che spesso accadevano
degli scontri, anche negli ultimi tempi…. la zona era frequentata da
naziskin... tempo fa, c'era perfino scappato un morto, una persona di colore, guarda
caso... beh, la prima cosa che notai fu una sorta di tristezza diffusa.. o, non
so...indifferenza... o ancora tutte e due... era chiarissimo che chi vi abitava
non pensava volentieri a cio' che era accaduto e vedeva di malocchio i turisti
(era anche comprensibile, credo)...e poi, in effetti, ad Oranienburg non ci andavi
per caso, o per altre cose… ci si andava, ci si va per il campo e basta...
cosi' anche le informazioni sulle strade rimangono masticate in bocca,
incomprensibili anche in inglese...
una volta, il primissimo campo era del tutto
racchiuso nel centro della citta'... della serie, non era possibile non
sapere... e quello grande, il successivo, credo del 1934, appena ai bordi...anche
li' villette con giardini perfetti lo fiancheggiano...
bene, in questo campo hanno sperimentato e
studiato, da veri scienziati, il sistema piu' efficiente, sicuro, efficace, per
eliminare degli uomini... le disposizioni delle torrette, il sistema dei kapo,
i ritmi della giornata, i riti umilianti, il primo arbeit macht frei, tutto e' stato studiato li', a
tavolino, in quel grande campo d'erba a forma di triangolo, dove sono morti
piu' di 200.000 "indesiderati" o ribelli...
non ho dormito bene alla sera, c'erano
pochissime persone in quella giornata grigia, e il silenzio era gremito di
ricordi e di foto esposte in quelle baracche, era intasato di tutto quello che
avevo letto, e che li' e' nato...senza ancora alcuna risposta soddisfacente...eppure
in quelle emozioni, come nel leggere se questo è un uomo di levi, trovo,
ancora, la mano che scende nelle pancia, stringe le viscere, le “morde”, e dice
“così stai attento, così riesci ancora ad indignarti, a cercare, e se serve, a
resistere…”